In tema di extraprofitti, con Ordinanza n. 3550/2026 pubblicata il 6 maggio 2026 (relativa ad un giudizio in cui gli Avv.ti Andrea Sticchi Damiani e Cristina Martorana assistono un operatore del settore e l’associazione di categoria Elettricità Futura), il Consiglio di Stato ha respinto la domanda del GSE di ritiro dell’istanza pregiudiziale in Corte di Giustizia formulata dal medesimo Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 10149/2025. Secondo il GSE le suddette questioni pregiudiziali sarebbero state intanto risolte con la sentenza della Corte di Giustizia, Sez. IV, 22 gennaio 2026, C-423-23, Secab.
Il Consiglio di Stato non ha condiviso l’impostazione del GSE ritenendo che “Le questioni pregiudiziali sollevate con l’ordinanza di cui il GSE ha chiesto la revoca in questa sede non sono materialmente identiche alle questioni decise in via pregiudiziale dalla Corte con le sentenze 18 dicembre 2025, C-633/23 Electrabel e 22 gennaio 2026, C-423/23 Secab, poiché esse si distinguono per la diversità delle domande proposte”.
Come si legge nell’Ordinanza, neppure può dirsi che la CGUE “abbia chiarito i punti di diritto sollevati nell’ordinanza di rinvio pregiudiziale, i quali, nel loro complesso, mirano al chiarimento delle condizioni di legittimità, secondo il diritto dell’Unione precedente e successivo al regolamento (UE) n. 2022/1854, di una disciplina nazionale che individui un tetto sui ricavi sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica quale quella che è contenuta nell’articolo 15-bis del decreto legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, nella legge 28 marzo 2022, n. 25”.
Ne deriva che nei prossimi mesi la Corte di Giustizia dovrà esprimersi nuovamente sulle quattro cause pregiudiziali sollevate dal Consiglio di Stato C-878/25, C-879/25, C-880/25 e la C-881/25.
Si tratta di un risultato che conferma come la partita sugli extraprofitti non sia ancora chiusa.









