Il Consiglio di Stato ha annullato un diniego di VIA adottato dal MASE su un impianto eolico progettato da una Società assistita nel doppio grado di giudizio dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani.
Il diniego era motivato esclusivamente sul presunto “effetto selva”, ovvero la presunta eccessiva concentrazione di impianti similari nella zona interessata.
La Sentenza ha premesso che l’impianto per cui è causa va a localizzarsi in un’area che si può definire “grigia”, in quanto anzitutto non è vincolata ai sensi del d. lgs. 42/2004 e poi non rientra allo stato né nelle “aree idonee” né nelle “aree inidonee” ai sensi del d. lgs. 199/2021. Si tratta di un cosiddetto “polo energetico”, data la presenza nella zona di una pluralità di impianti.
A fronte di tutto ciò, secondo il Collegio “nel momento in cui ci si trova di fronte ad un’area “grigia” nel senso esposto, nella quale l’installazione di impianti eolici è proficua e vi è lo spazio fisico per installarne altri, è contraddittorio impedirlo esclusivamente sulla base del prodursi di un presunto “effetto selva” a causa della “visibilità” degli impianti nel paesaggio”. Infatti, delle due l’una: “o risulta che lo spazio fisico per il nuovo impianto in realtà non c’è per ragioni tecniche, che vanno allora precisate, oppure risulta illogico richiamarsi a due caratteristiche – la visibilità e il concentrarsi di molti rotori – che sono essenziali ed ineliminabili per qualunque impianto della tipologia in esame, tenuto soprattutto conto del fatto che nel caso di specie la “visibilità” del paesaggio è già fortemente impattata da altri impianti preesistenti”.
Si tratta di principi estremamente innovativi per gli sviluppi eolici.









