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	<title>ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</title>
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	<title>ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</title>
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		<title>Chiarimenti del TAR Sardegna sui requisiti tecnici previsti dall’Allegato G della LR 20/2024: sull&#8217;obbligo di valutazione in concreto dei progetti sottoposti a procedure ambientali</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/chiarimenti-del-tar-sardegna-sui-requisiti-tecnici-previsti-dallallegato-g-della-lr-20-2024-sullobbligo-di-valutazione-in-concreto-dei-progetti-sottoposti-a-procedure-ambientali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:06:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il TAR Sardegna ha accolto con due sentenze gemelle i ricorsi proposti da Grv Smeraldo S.r.l., assistito dallo studio Asd ed in particolare dagli Avvocati Andrea Sticchi Damiani, Daniele Chiatante e Mattia Malinverni, annullando provvedimenti di archiviazione di istanze di screening VIA emanati dalla Regione in esecuzione della LR 20/2024 in materia di aree non...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il TAR Sardegna ha accolto con due sentenze gemelle i ricorsi proposti da Grv Smeraldo S.r.l., assistito dallo studio Asd ed in particolare dagli Avvocati Andrea Sticchi Damiani, Daniele Chiatante e Mattia Malinverni, annullando provvedimenti di archiviazione di istanze di screening VIA emanati dalla Regione in esecuzione della LR 20/2024 in materia di aree non idonee. Le sentenze si inseriscono in un orientamento ormai consolidato, a valle della dichiarazione di incostituzionalità della LR 20/2024, ma intervengono su di un punto ancora in discussione, quale il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato G della medesima LR 20/2024 (ritenuto ancora vigente dalla Regione).</p>
<p>Nell’accogliere i ricorsi, il TAR ha infatti chiarito che nell’ambito della VIA (e dello screening VIA) la Regione non ha il potere di verificare il rispetto dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dall’allegato G, tenuto conto che il procedimento ambientale è volto alla verifica in concreto degli impatti del singolo progetto.</p>
<p>Le pronunce costituiscono quindi un segnale importante, che consente la ripresa dei procedimenti di VIA e screening e impone di dar luogo all’esame in concreto dei progetti, senza che rilevino i requisiti previsti dalla regolamentazione regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il Tar Lazio torna sull’importanza del fattore tempo nell’esercizio del potere del GSE nel modificare il rapporto incentivante.</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-tar-lazio-torna-sullimportanza-del-fattore-tempo-nellesercizio-del-potere-del-gse-nel-modificare-il-rapporto-incentivante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con sentenza n. 14892/2026, pubblicata il 14.9.2026, il Tar Lazio, Roma ha annullato il provvedimento con cui il GSE, a distanza di oltre tredici anni dal momento dell’ammissione alla tariffa incentivante, ha comunicato la decadenza dal diritto alle tariffe incentivanti di cui al II conto energia. La decisione, particolarmente rilevante in materia di incentivi agli impianti FER,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con sentenza n. 14892/2026, pubblicata il 14.9.2026, il Tar Lazio, Roma ha annullato il provvedimento con cui il GSE, a distanza di oltre tredici anni dal momento dell’ammissione alla tariffa incentivante, ha comunicato la decadenza dal diritto alle tariffe incentivanti di cui al II conto energia.</p>
<p>La decisione, particolarmente rilevante in materia di incentivi agli impianti FER, ha accolto le tesi difensive formulate, nell’interesse della società BPS Mesagne 216 S.r.l, dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani.</p>
<p>In particolare, superando i rilievi del GSE, il Collegio ha chiarito che “<em>Nel caso di specie il provvedimento con cui il GSE interrompe il rapporto incentivante già ricadente nel Secondo Conto Energia &#8211; determinandone la fuoriuscita agli effetti della disciplina giuridica e degli effetti economici &#8211; è una decadenza, non versandosi invece nelle distinte ipotesi della decurtazione (taglio lineare in misura percentuale dell’incentivo all’interno dello stesso sistema incentivante) e della rideterminazione (riassegnazione della corretta tariffa, fascia tariffaria o premio tariffario nell’ambito dello stesso sistema incentivante)”</em>.</p>
<p>Da qui la conferma che il provvedimento di decadenza dalla tariffa incentivante soggiace all’art. 56 co. 7 e co. 8 del d.l. 76/2020 conv. l. 120/2020, il quale ha sancito che i provvedimenti di decadenza e rigetto possono essere emessi “<em>in presenza dei presupposti di cui all’articolo 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241</em>”,  con la conseguenza per cui lo sforamento di tale limite temporale determina l’illegittimità dell’attività di verifica e controllo.</p>
<p>Nel caso in esame il Tar Lazio ha stigmatizzato la condotta del Gestore che ha disposto la decadenza dalla tariffa incentivante (i) a distanza di oltre 13 anni e con effetti retroattivi e, soprattutto, (ii) senza che emergano o siano specificamente dedotte particolari ragioni giuridiche tali da giustificare l’attività di verifica e controllo a una tale distanza di tempo.</p>
<p>Trattasi di una decisione rilevante nel settore dell’incentivazione che rafforza alcuni precedenti ottenuti da codesto Studio e destinata a offrire indicazioni significative sul corretto esercizio del potere di controllo spettante al GSE.</p>
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		<item>
		<title>Il TAR Puglia – Sezione Prima di Bari, con sentenza n. 1024 del 15 settembre 2026, ha sancito la legittimità degli atti con cui il Comune di Trani ha affidato la concessione per la rifunzionalizzazione, riqualificazione e gestione dell&#8217;approdo turistico presso la darsena comunale del porto di Trani.</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-tar-puglia-sezione-prima-di-bari-con-sentenza-n-1024-del-15-settembre-2026-ha-sancito-la-legittimita-degli-atti-con-cui-il-comune-di-trani-ha-affidato-la-concessione-per-la-rifunzional/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 07:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricorso è stato proposto nell’anno 2024 da una società  che non ha tuttavia preso parte alla procedura di assegnazione della concessione, ma ha comunque contestato, con plurime censure: l’errata qualificazione dell’oggetto della concessione (secondo la società ricorrente trattasi di concessione di punti di ormeggio e non di approdo turistico); l’illegittima individuazione dei requisiti di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-tar-puglia-sezione-prima-di-bari-con-sentenza-n-1024-del-15-settembre-2026-ha-sancito-la-legittimita-degli-atti-con-cui-il-comune-di-trani-ha-affidato-la-concessione-per-la-rifunzional/">Il TAR Puglia – Sezione Prima di Bari, con sentenza n. 1024 del 15 settembre 2026, ha sancito la legittimità degli atti con cui il Comune di Trani ha affidato la concessione per la rifunzionalizzazione, riqualificazione e gestione dell&#8217;approdo turistico presso la darsena comunale del porto di Trani.</a> proviene da <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/">ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ricorso è stato proposto nell’anno 2024 da una società  che non ha tuttavia preso parte alla procedura di assegnazione della concessione, ma ha comunque contestato, con plurime censure: l’errata qualificazione dell’oggetto della concessione (secondo la società ricorrente trattasi di concessione di punti di ormeggio e non di approdo turistico); l’illegittima individuazione dei requisiti di partecipazione alla gara sulla base del predetto errore di qualificazione dell’oggetto della concessione demaniale quale appunto “approdo turistico”, con illegittimo restringimento della platea dei candidati; violazione dell’art. 5, comma 9 della legge regionale pugliese n. 17/2015 contenente un divieto di rilascio di nuove concessioni in mancanza della intervenuta approvazione del Piano Regolatore Portuale, tenuto conto anche che non vi sarebbe esatta coincidenza tra le vecchie concessioni scadute e la nuova messa a gara; la durata ventennale della concessione sarebbe un ulteriore vizio per violazione del divieto di rilascio di nuove concessioni per una durata contenuta entro in massimo di quattro anni; la clausola contenuta negli atti di gara e nello schema di concessione affermativa della facoltà di revocare in tutto o in parte la concessione nei casi e con le modalità previste dalla legge e per ragioni di superiore interesse pubblico, senza che il concessionario abbia diritto a compensi, indennizzi o risarcimenti di sorta, priverebbe il concorrente di formulare una un’offerta di gara serie e vantaggiosa.</p>
<p>Il TAR, esaminate tutte le censure nel merito (senza mancare di accennare al fatto che erano condividibili anche i profili di inammissibilità del ricorso pure sollevati dalla difesa del Comune di Trani, affidata all’Avv. Andrea Sticchi Damiani) , le ha integralmente respinte, aderendo in pieno alla ricostruzione difensiva e normativa sviluppata dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani.</p>
<p>Da sottolineare, tra i profili di maggiore interesse ed anche di novità delle questioni (come l’interpretazione del divieto di rilascio di nuove concessioni in assenza di un PRP, contenuto nella Legge Regionale della Puglia n.17/2015),  che il TAR di Bari ha condiviso la qualificazione dell’oggetto della concessione come approdo turistico e non come semplici  punti di ormeggio, e conseguentemente bene ha fatto il Comune di Trani a richiedere adeguati e coerenti requisiti speciali di qualificazione e di partecipazione in rapporto all’oggetto della gara (requisiti che la ricorrente non ha dimostrato di possedere).</p>
<p>Sotto altro e altrettanto rilevante profilo, il TAR ha respinto le censure – condividendo anche in tal caso le difese svolte dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani – con le quali si invocava la violazione di un presunto divieto di rilascio di concessione demaniali in mancanza della preventiva approvazione del Piano Regolatore del Porto.  Il TAR ha affermato infatti che il comune di Trani, nell’ambito della gestione del porto polifunzionale di rilevanza economica, ha correttamente disposto di procedere, tramite procedura di evidenza pubblica, all’assegnazione in concessione a terzi, senza variare la destinazione funzionale, il complesso dei beni demaniali, già oggetto di precedenti concessioni demaniali giunte a scadenza, alle quali esplicitamente si fa riferimento negli atti di gara: non si tratta quindi, precisa il TAR,  di nuova concessione demaniale avente a oggetto aree demaniali diverse né di concessione modificativa della sostanziale pregressa situazione di organizzazione e di utilizzo funzionale delle aree portuali in questione, ma sostanzialmente conservativa della complessiva organizzazione polifunzionale del porto di Trani.</p>
<p>L’ampia e puntuale motivazione della sentenza nel rigetto dei diversi motivi di impugnazione consente di esprimere un giudizio ampiamente positivo dell’operato svolto dall’Amministrazione.</p>
<p>Dalla infondatezza delle censure principale, è quindi derivata la declaratoria di improcedibilità dei motivi aggiunti proposti avverso gli atti meramente consequenziali a quelli presupposti e giudicati come pienamente legittimi.</p>
<p>Data la complessità della vicenda il Tar ha ritenuto di poter compensare le spese di giudizio tra le parti in causa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-tar-puglia-sezione-prima-di-bari-con-sentenza-n-1024-del-15-settembre-2026-ha-sancito-la-legittimita-degli-atti-con-cui-il-comune-di-trani-ha-affidato-la-concessione-per-la-rifunzional/">Il TAR Puglia – Sezione Prima di Bari, con sentenza n. 1024 del 15 settembre 2026, ha sancito la legittimità degli atti con cui il Comune di Trani ha affidato la concessione per la rifunzionalizzazione, riqualificazione e gestione dell&#8217;approdo turistico presso la darsena comunale del porto di Trani.</a> proviene da <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/">ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Consiglio di Stato conferma la legittimità dell’autorizzazione per la realizzazione, in zona agricola, di un impianto di biometano ammesso agli incentivi PNRR.</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-consiglio-di-stato-conferma-la-legittimita-dellautorizzazione-per-la-realizzazione-in-zona-agricola-di-un-impianto-di-biometano-ammesso-agli-incentivi-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 19:02:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una importante pronuncia pubblicata il 3.8.2026, il Consiglio di Stato, in accoglimento delle difese svolte nell’interesse della Policoro Green società agricola S.r.l., assistita (nel doppio grado di giudizio) dagli Avv.ti Andrea Sticchi Damiani e Daniele Chiatante, coadiuvati dall’Avv. Rebecca Santoro, ha rigettato l’appello proposto dal Comune di Policoro avverso la sentenza n. 57/2025 del...</p>
<p>L'articolo <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-consiglio-di-stato-conferma-la-legittimita-dellautorizzazione-per-la-realizzazione-in-zona-agricola-di-un-impianto-di-biometano-ammesso-agli-incentivi-pnrr/">Il Consiglio di Stato conferma la legittimità dell’autorizzazione per la realizzazione, in zona agricola, di un impianto di biometano ammesso agli incentivi PNRR.</a> proviene da <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/">ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una importante pronuncia pubblicata il 3.8.2026, il Consiglio di Stato, in accoglimento delle difese svolte nell’interesse della Policoro Green società agricola S.r.l., assistita (nel doppio grado di giudizio) dagli Avv.ti Andrea Sticchi Damiani e Daniele Chiatante, coadiuvati dall’Avv. Rebecca Santoro, ha rigettato l’appello proposto dal Comune di Policoro avverso la sentenza n. 57/2025 del TAR Basilicata-Potenza, confermando la legittimità del titolo abilitativo rilasciato dalla Regione Basilicata.</p>
<p>Più in dettaglio, il Collegio ha respinto tanto le censure procedurali quanto quelle attinenti al merito delle valutazioni effettuate, nell’esercizio della propria discrezionalità, dalla Regione Basilicata in fase autorizzativa.</p>
<p>Riguardo alle prime, concernenti il coinvolgimento dell’A.C. nella procedura conferenziale, il Collegio ha valorizzato la concreta ed effettiva <strong><em>possibilità</em></strong> dell’Ente di partecipare alla procedura conferenziale, rammentando come la convocazione alla c. di s. ha “<em>valenza servente rispetto allo scopo sostanziale di consentire l’utile partecipazione dell’Ente</em>” ai lavori, in ossequio ai generali doveri di solidarietà sociale e di leale collaborazione istituzionale.</p>
<p>Nel merito, la Sentenza, oltre a profili attinenti allo specifico Progetto, reca alcune importanti statuizioni di principio, tra le quali meritano menzione:</p>
<ul>
<li>la valorizzazione dell’<strong><u>interesse pubblico </u></strong>alla realizzazione del Progetto in esame che, in quanto impianto FER (e non già di natura ‘industriale’), “<em>contribuisce al perseguimento dell’interesse pubblico alla neutralità climatica</em>”, con conseguente dichiarazione di pubblica utilità;</li>
<li>la conferma che le <strong><u>prescrizioni archeologiche</u></strong> imposte nell’<em>iter</em> autorizzativo afferiscono alla fase esecutiva, senza integrare un presupposto del titolo abilitativo;</li>
<li>la conferma che, in assenza di interferenze dirette con un sito protetto, il preventivo svolgimento della <strong><u>Inc.A.</u></strong> è richiesto a fronte di un “<em>rischio concreto, effettivo e attuale di ‘significative’ interferenze indirette</em>” sul sito, la cui dimostrazione non è data dalla mera <em>prossimità</em> a siti Rete Natura 2000 o al tipo di lavorazioni da effettuare;</li>
<li>l’<strong><u>assenza di un dovere di pubblicità dell’<em>iter</em> autorizzativo</u></strong>, mediante la pubblicazione di un apposito avviso pubblico, ribadendo che l’obbligo di partecipazione del pubblico alle decisioni sull’ambiente è predicabile esclusivamente nell’ambito dei procedimenti ambientali;</li>
<li>la <strong><u>delimitazione delle prerogative dei Comuni</u></strong> che, nella gestione del territorio, “<em>si muovono nell’ambito (e nei limiti) della gerarchia dei valori stabilita dalla legge, che, come noto, valorizza la realizzazione di impianti di tal fatta</em>”, tanto in punto di normativa statale quanto guardando al quadro giuridico euro-unitario, da cui consegue l’immediato corollario secondo cui “<em><u>nessuna previsione comunale può surrettiziamente ostare a tale ubicazione</u></em>” in area agricola;</li>
<li>la <strong><u>valenza omnicomprensiva dell’AU</u></strong>, idonea a racchiudere in sé ogni profilo autorizzatorio (inclusi quelli propri della VAS) e con valore, <em>ex lege</em>, di variante allo strumento urbanistico, con conseguente riconoscimento della portata derogatoria rispetto alla disciplina urbanistico-edilizia locale.</li>
</ul>
<p>Trattasi di una sentenza che assume rilievo sistematico per la chiarezza interpretativa offerta in relazione a plurime questioni giuridiche afferenti alla realizzazione degli impianti FER e, nello specifico, degli impianti di produzione di biometano, al cui sviluppo è dedicata una apposita misura del PNRR.</p>
<p>L'articolo <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/il-consiglio-di-stato-conferma-la-legittimita-dellautorizzazione-per-la-realizzazione-in-zona-agricola-di-un-impianto-di-biometano-ammesso-agli-incentivi-pnrr/">Il Consiglio di Stato conferma la legittimità dell’autorizzazione per la realizzazione, in zona agricola, di un impianto di biometano ammesso agli incentivi PNRR.</a> proviene da <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/">ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Procedure ambientali e opere di rete: il Consiglio di Stato ammette la progressiva implementazione del progetto.</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/procedure-ambientali-e-opere-di-rete-il-consiglio-di-stato-ammette-la-progressiva-implementazione-del-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> La società OPR Wind 10 s.r.l del gruppo Ortus Italy, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Sticchi Damiani e Giuseppe Carlomagno nel doppio grado di giudizio, ha ottenuto una importante vittoria in Consiglio di Stato. Il Consiglio di Stato ha affermato principi di particolare rilievo per i procedimenti ambientali relativi agli impianti da fonti rinnovabili....</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>La società OPR Wind 10 s.r.l del gruppo Ortus Italy, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Sticchi Damiani e Giuseppe Carlomagno nel doppio grado di giudizio, ha ottenuto una importante vittoria in Consiglio di Stato.</p>
<p>Il Consiglio di Stato ha affermato principi di particolare rilievo per i procedimenti ambientali relativi agli impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>Con riferimento alle opere di connessione alla rete elettrica, la sentenza precisa che la procedura ambientale richiede un progetto realistico, fedele allo stato effettivo della progettazione e comprensivo delle componenti già individuate, principali e accessorie. Non occorre, tuttavia, che sin dalla fase preliminare siano definiti nel dettaglio tutti gli elementi delle opere di rete: il progetto può essere oggetto di successiva implementazione nel corso dell’iter autorizzativo.</p>
<p>La sentenza chiarisce che la procedura ambientale può riguardare anche un progetto non ancora definitivo quanto alle opere di connessione. Qualora le opere connesse, definite successivamente, siano suscettibili di impatti ambientali significativi, dovranno essere sottoposte a un nuovo screening o, se necessario, a VIA prima dell’autorizzazione finale dell’impianto.</p>
<p>La sentenza riconosce infatti che lo screening si colloca in una fase preliminare del procedimento e che, proprio per questa ragione, il progetto può fisiologicamente subire rivisitazioni, aggiunte e perfezionamenti successivi, senza che ciò comporti, di per sé, un vizio del giudizio ambientale già espresso.</p>
<p>Il Collegio precisa inoltre un profilo centrale: la legittimità del provvedimento ambientale deve essere valutata secondo il principio <em>tempus regit actum</em>, e dunque alla luce della situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione. Le eventuali sopravvenienze progettuali non incidono retroattivamente sulla validità del provvedimento già adottato.</p>
<p>Infine, sugli impatti cumulativi, il Consiglio di Stato ha confermato che devono essere considerati i progetti già realizzati oppure già approvati, non anche le iniziative ancora pendenti in sede autorizzativa. Diversamente, la valutazione ambientale verrebbe condizionata da progetti soltanto ipotetici e potenzialmente irrealizzabili, con il rischio di iniziative meramente ostruzionistiche tra operatori concorrenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/procedure-ambientali-e-opere-di-rete-il-consiglio-di-stato-ammette-la-progressiva-implementazione-del-progetto/">Procedure ambientali e opere di rete: il Consiglio di Stato ammette la progressiva implementazione del progetto.</a> proviene da <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/">ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Limite temporale all’esercizio del potere del GSE di rideterminazione della tariffa incentivante per ricalcolo della quota assorbita dai consumi ausiliari</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/limite-temporale-allesercizio-del-potere-del-gse-di-rideterminazione-della-tariffa-incentivante-per-ricalcolo-della-quota-assorbita-dai-consumi-ausiliari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con sentenza n. 5757/2026, pubblicata il 16.7.2026, il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento dei provvedimenti con cui il GSE, in seguito al ricalcolo della quota di energia imputabile ai servizi ausiliari adottato, ha rideterminato in peius gli incentivi a distanza di circa tredici anni dal momento dell’ammissione alla tariffa incentivante. La decisione, particolarmente rilevante...</p>
<p>L'articolo <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/limite-temporale-allesercizio-del-potere-del-gse-di-rideterminazione-della-tariffa-incentivante-per-ricalcolo-della-quota-assorbita-dai-consumi-ausiliari/">Limite temporale all’esercizio del potere del GSE di rideterminazione della tariffa incentivante per ricalcolo della quota assorbita dai consumi ausiliari</a> proviene da <a href="https://studioandreasticchidamiani.com/it/">ASD – Andrea Sticchi Damiani Studio Legale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <strong>sentenza n. 5757/2026</strong>, <strong>pubblicata il 16.7.2026</strong>, il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento dei provvedimenti con cui il GSE, in seguito al ricalcolo della quota di energia imputabile ai servizi ausiliari adottato, ha rideterminato <em>in peius</em> gli incentivi a distanza di circa tredici anni dal momento dell’ammissione alla tariffa incentivante.</p>
<p>La decisione, particolarmente rilevante in materia di incentivi agli impianti FER, ha accolto le tesi difensive formulate, nell’interesse della società <strong>Fiusis S.r.l.</strong>, dagli Avv.ti Andrea Sticchi Damiani e Daniele Chiatante, coadiuvati dall’Avv. Rebecca Santoro.</p>
<p>In particolare, superando i rilievi del GSE, il Collegio ha chiarito che “<em><u>In materia di incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili non è normativamente previsto un </u></em><u>tertium genus<em> rispetto ai due alternativi istituti della decadenza (anche parziale) e dell’annullamento in autotutela</em></u><em>, pena un travalicamento del principio di legalità dell’azione amministrativa e un aggiramento delle garanzie procedimentali e formali e, in modo vieppiù rilevante, dei limiti sostanziali (anche di tipo temporale) previsti dal legislatore per l’applicazione dei suddetti due istituti</em>”.</p>
<p>Da qui la conferma che anche il provvedimento di decadenza parziale di rideterminazione della tariffa incentivante per ricalcolo dei consumi ausiliari di impianto soggiace al <strong>limite temporale</strong> previsto dalla disciplina in materia di cui all’art. 42 del d.lgs. n. 28/2011 e, dunque, è subordinato alla sussistenza “<em>dei presupposti di cui all’articolo 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241</em>”, con la conseguenza per cui lo sforamento di tale limite temporale determina l’adozione di un provvedimento “<em>in assenza di potere in concreto</em>”.</p>
<p>Nel caso in esame il Consiglio di Stato ha stigmatizzato la condotta del Gestore che ha rideterminato la misura dell’incentivazione riconosciuta <strong>(i)</strong> a distanza di circa 13 anni e con effetti retroattivi e, soprattutto, <strong>(ii)</strong> senza che siano emersi fatti nuovi rispetto a quelli originariamente comunicati e documentati dall’impresa, né ipotesi di mendacio.</p>
<p>Trattasi di una decisione rilevante nel settore dell’incentivazione e destinata a offrire indicazioni significative sul corretto esercizio del potere di controllo spettante al GSE.</p>
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		<title>VIA statale e impianti FER – il TAR Marche annulla le prescrizioni di stralcio imposte dalle Amministrazioni.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 08:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la sentenza n. 933/2026, il TAR Ancona ha annullato le prescrizioni di stralcio impugnate da un primario operatore del settore assistito dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani, imposte dalla Commissione Tecnica e dal MIC nell’ambito di un procedimento di VIA statale, e acriticamente recepite dal MASE nell’esitare favorevolmente il procedimento. In particolare il Tribunale, in continuità...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la sentenza n. 933/2026, il TAR Ancona ha annullato le prescrizioni di stralcio impugnate da un primario operatore del settore assistito dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani, imposte dalla Commissione Tecnica e dal MIC nell’ambito di un procedimento di VIA statale, e acriticamente recepite dal MASE nell’esitare favorevolmente il procedimento.</p>
<p>In particolare il Tribunale, in continuità con il recente pronunciamento n. 527/2026, ha rilevato che “<em>un provvedimento autorizzativo o un parere formalmente favorevole non possono contenere prescrizioni tali per cui tali atti si rivelano sostanzialmente sfavorevoli per il destinatario, visto che: i) se tale risultato è voluto, si è in presenza di un atto viziato da sviamento di potere; ii) se tale risultato è inconsapevole, si è in presenza di un atto viziato da difetto di istruttoria, nonché da violazione del principio di proporzionalità</em>”.</p>
<p>Pertanto, osserva il Giudice Amministrativo, sono illegittime quelle prescrizioni di stralcio che, vietando di collocare i pannelli in una determinata area e il divieto (o l’impossibilità) di recuperare altrove la superficie radiante perduta, alterino i calcoli che il proponente ha posto a base della valutazione economica circa la profittabilità dell’iniziativa.</p>
<p>Il TAR, inoltre, non ha mancato di rilevare il grossolano difetto di istruttoria che viziava nello specifico tali prescrizioni, giacché imposte al mero fine di tutelare visuali percettive da immobili disabitati da demolire e/o nella disponibilità del proponente.</p>
<p>Si tratta dunque di un’ulteriore importante pronuncia del Giudice Amministrativo che conferma l’ineludibilità del principio di proporzionalità nelle procedure autorizzative di impianti FER.</p>
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		<title>I comuni non possono vietare, in via generale ed astratta, l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili sia nelle aree qualificate dalla legge come idonee alla loro installazione che in quelle dichiarate inidonee</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/i-comuni-non-possono-vietare-in-via-generale-ed-astratta-linstallazione-di-impianti-di-produzione-di-energia-da-fonti-rinnovabili-sia-nelle-aree-qualificate-dalla-legge-come-idonee-alla-lor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La pianificazione urbanistica comunale non è … idonea a comprimere la qualificazione delle aree ritenute idonee all’insediamento degli impianti FER, atteso che i comuni non possono vietare, in via generale ed astratta, l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili sia nelle aree qualificate dalla legge come idonee alla loro installazione che in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>La pianificazione urbanistica comunale non è … idonea a comprimere la qualificazione delle aree ritenute idonee all’insediamento degli impianti FER, atteso che i comuni non possono vietare, in via generale ed astratta, l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili sia nelle aree qualificate dalla legge come idonee alla loro installazione che in quelle dichiarate inidonee</em>”. E ciò “<em>in applicazione del principio euro-unitario della massima diffusione degli impianti FER e dei principi fondamentali statali in materia energetica … volti ad assicurare la priorità della costruzione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, in considerazione dell’importanza strategica che essi assumono nel contrastare, anche nell’interesse delle future generazioni, i fenomeni dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento ambientale e nell’assicurare l’approvvigionamento energetico</em>”.</p>
<p>E’ quanto statuito dal TAR L’Aquila nella recente sentenza n. 506/2026 resa a definizione di un giudizio introdotto con ricorso proposto dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani, coadiuvato dall’Avv. Francesca Tondi, per conto di un operatore del settore.</p>
<p>Il TAR L’Aquila ha, altresì, rilevato che:</p>
<p>&#8211; è precluso all’Amministrazione l’utilizzo, per la prima volta ed in sede di riedizione del potere, di motivi ostativi già rilevabili nella fase istruttoria del procedimento definito con il provvedimento annullato in sede giurisdizionale;</p>
<p>&#8211; che, decorsi 30 giorni dal deposito della sentenza con la quale sia stato annullato un provvedimento recante diniego ad una PAS, che “<em>il mancato esercizio del potere inibitorio entro i termini previsti dalla legge ha … determinato la formazione tacita del titolo abilitativo, con conseguente illegittimità del sopravvenuto provvedimento di diniego espresso</em>”.</p>
<p>La sentenza offre indicazioni precise e significative sul corretto esercizio del potere amministrativo nei procedimenti relativi a FER dei quali conferma la necessità che siano condotti nel rispetto dei principi di derivazione comunitaria e correttamente anche dal punto di formale e delle interlocuzioni con il soggetto proponente.</p>
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		<title>Il Consiglio di Stato si pronuncia ancora sui limiti regionali in materia di valutazione di impatto ambientale.  Andrea Sticchi Damiani e Dentons gli studi coinvolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 17:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con due sentenze gemelle pubblicate il 18 giugno 2026, il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento dei provvedimenti con cui era stata disposta l’assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (VIA) di due progetti agro-voltaici, ciascuno di potenza pari a 20 MW di proprietà di un primario IPP internazionale. Le decisioni, particolarmente rilevanti per il settore...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con due sentenze gemelle pubblicate il 18 giugno 2026, il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento dei provvedimenti con cui era stata disposta l’assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (VIA) di due progetti agro-voltaici, ciascuno di potenza pari a 20 MW di proprietà di un primario IPP internazionale.</p>
<p>Le decisioni, particolarmente rilevanti per il settore delle energie rinnovabili, hanno accolto le tesi difensive sostenute dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Mileto Mario Giuliani, quest’ultimo equity partner dello studio legale Dentons, difensori delle società proponenti.</p>
<p>Il Consiglio di Stato ha ribadito, in particolare, che il favore del legislatore per il raggiungimento di obiettivi di crescita sostenibile non consente di attribuire automatica prevalenza a un interesse rispetto agli altri interessi meritevoli di tutela. Allo stesso tempo, il procedimento amministrativo non può essere utilizzato per introdurre limiti astratti alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto attraverso il recepimento di delibere regionali che eccedano i limiti della potestà legislativa e regolamentare consentiti dall’articolo 117, terzo comma, della Costituzione.</p>
<p>Le sentenze chiariscono inoltre che, nella valutazione preliminare di assoggettabilità a VIA, l’amministrazione regionale è tenuta a motivare in modo puntuale e circostanziato le ragioni per le quali ritenga necessario sottoporre un determinato progetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale. Tale motivazione deve essere fondata sui criteri previsti dall’allegato V alla parte II del d.lgs. n. 152/2006.</p>
<p>Il Consiglio di Stato ha infine ricordato che la VIA non si esaurisce in una mera verifica tecnica dell’astratta compatibilità ambientale dell’opera, ma richiede un giudizio sintetico complessivo sul corretto uso del territorio. Tale giudizio implica il bilanciamento tra interessi pubblici – tra cui quelli urbanistici, naturalistici, paesistici e di sviluppo economico-sociale – e interessi privati, e deve tenere conto del rapporto tra sacrificio ambientale e utilità socio-economica dell’intervento, delle possibili alternative e degli effetti della cosiddetta “opzione zero”, ossia della mancata realizzazione dell’opera.</p>
<p>Le due decisioni offrono quindi indicazioni significative sul corretto esercizio del potere amministrativo nei procedimenti relativi a impianti da fonti rinnovabili, confermando la necessità di una motivazione concreta, specifica e proporzionata rispetto alle caratteristiche dei singoli progetti.</p>
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		<title>Annullate le disposizioni delle DAL Emilia-Romagna sui limiti all’occupazione di aree agricole &#8211; Andrea Sticchi Damiani vince al Consiglio di Stato.</title>
		<link>https://studioandreasticchidamiani.com/it/annullate-le-disposizioni-delle-dal-emilia-romagna-sui-limiti-alloccupazione-di-aree-agricole-andrea-sticchi-damiani-vince-al-consiglio-di-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con sentenza n. 4201/2026 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello promosso dalla Società XRenew Srl, assistita dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani, annullando i limiti di “occupabilità” dei terreni agricoli fissati dal combinato disposto di cui all’art. 2.3 della DAL n. 125/2023, e all’Allegato I, lett. b), punto 7, della DAL n. 28/2010. In particolare, il...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con sentenza n. 4201/2026 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello promosso dalla Società XRenew Srl, assistita dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani, annullando i limiti di “occupabilità” dei terreni agricoli fissati dal combinato disposto di cui all’art. 2.3 della DAL n. 125/2023, e all’Allegato I, lett. b), punto 7, della DAL n. 28/2010.<br />
In particolare, il Consiglio di Stato, condividendo le censure spiegate nell’interesse della Società appellante, ha affermato che la formulazione della disciplina regionale, oltre a porsi in contrasto con l’obbligo di valutazione in concreto dei progetti, ha comunque l’effetto di “rendere assai più difficile l’installazione di impianti di energie rinnovabili in zone già qualificate dal legislatore nazionale come idonee a tale utilizzazione ed anzi preferenziali per essa e di aggravare eccessivamente il procedimento, rendendo ingiustamente onerosa la realizzazione degli impianti stessi […]. La previsione regionale viola, infatti, l’art. 20, commi 1, 6 e 8 d.lgs. n. 199/2021, nella misura in cui predispone un regime differenziale per gli impianti fotovoltaici rendendone più difficile la collocazione anche nelle aree dichiarate idonee dal legislatore a mente del citato art. 20, comma 8”.<br />
Pertanto, osserva il Giudice Amministrativo, risulta pienamente condiviso e determinante il principio di diritto secondo cui sussiste “l’impossibilità per la Regione, nel caso di specie, di frapporre validamente alla realizzazione di impianti fotovoltaici sul suo territorio ostacoli non previsti dal legislatore statale e di intervenire direttamente in materia, anteriormente alla fissazione, con decreto ministeriale, dei principi e criteri omogenei per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee e non idonee all’installazione degli impianti stessi, comprese le modalità per minimizzare il relativo impatto ambientale e la massima porzione di suolo occupabile dai suddetti impianti per unità di superficie, nonché dagli impianti a fonti rinnovabili di produzione di energia elettrica già installati e le superfici tecnicamente disponibili”.<br />
Si tratta di una sentenza di sistema che, nell’eliminare gli ostacoli illegittimamente frapposti dall’amministrazione regionale alla realizzazione di impianti in aree agricole, conferma ancora una volta l’ineludibilità di una valutazione in concreto dei progetti.</p>
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